Storia, produzione e abbinamenti del vino passito più famoso d'Italia — da Montepulciano a Carmignano
Il Vin Santo è uno dei vini più antichi e complessi d'Italia. La sua produzione è laboriosa, lenta, quasi artigianale — e il risultato è un vino unico al mondo.
Come si produce il Vin Santo
La produzione tradizionale del Vin Santo prevede:
- Appassimento: le uve (Malvasia Bianca e Trebbiano Toscano) vengono lasciate appassire su graticci in soffitta da settembre a gennaio-marzo
- Spremitura: le uve appassite vengono pigiate — si ottiene un mosto concentratissimo
- Fermentazione: il mosto viene messo in piccoli caratelli di legno (da 50 a 225 litri) con un po' di madre del vino degli anni precedenti
- Affinamento: i caratelli vengono sigillati e lasciati in soffitta per almeno 3 anni, spesso 6-10. Le variazioni di temperatura stagionale attivano e disattivano la fermentazione
I migliori Vin Santo di Montepulciano
- Avignonesi Vin Santo di Montepulciano — considerato il più grande Vin Santo d'Italia. Affinamento di 10 anni, produzione rarissima.
- Bindella — stile più fresco, meno ossidativo
- Poliziano — equilibrato tra dolcezza e acidità
Come si degusta
- Temperatura di servizio: 12-14°C
- Calice piccolo e tulipano
- L'abbinamento classico: cantucci di Prato da inzuppare nel calice
- Ma funziona benissimo anche con foie gras, formaggi erborinati, dolci al cioccolato fondente